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    Irlanda, la terra che non ti abbandona più

    2021-02-19 09:37

    Sara

    Europa, #Ireland,

    Irlanda, la terra che non ti abbandona più

    L'Irlanda ti resta dentro, non la dimentichi, la rivivi ogni volta che vedi un prato verde, che assapori una Guinness, che senti il vento tra i capelli....

    Irlanda

     

    L'Irlanda ti resta dentro, non la dimentichi, la rivivi ogni volta che vedi un prato verde, che assapori una Guinness, che senti il vento tra i capelli, non ti lascia più....

    Quando abbiamo deciso di andare in Irlanda eravamo entusiasti, un paese di cui tutti ci avevano parlato bene e che ci dicevano: "non la dimenticherai tanto facilmente". Solo ora capisco quanto era vero.

    Non siamo per i tour organizzati, preferiamo vivercela da soli, ma soprattutto i viaggi "on the road" ti permettono di entrare profondamente in una cultura, in un paese, poco o molto, diverso dal tuo e di viverlo a 360°, anche se solo per una vacanza. Quindi, noleggiata l'auto, abbiamo cominciato da Dublino. Prima difficoltà: la guida a sinistra, e il posto guida a destra, subito superato con un po' più di attenzione. Dublino è la città dei pub, ma soprattutto la città di James Joyce e Oscar Wilde. La loro presenza è ovunque, nelle statue disseminate in vari punti della città, nelle vie, nelle indicazioni di case abitate dagli scrittori, e gli irlandesi ne sono molto orgogliosi, e a ragione direi.
    Dublino è pulitissima, non una carta a terra, ma molto viva e allegra, la vitalità della gente la si può osservare dovunque, a qualsiasi ora, e questo ce la fa amare fin da subito. I pub sono l'altro simbolo di Dublino, sempre pieni di gente irlandese e non, e non manca mai la musica irlandese ad accompagnare la pinta di Guinness onnipresente (e solo ora capisco perchè, è deliziosa!). La Guinness Storehouse è un "must" per chi viene qui, e noi non ce ne pentiamo: dopo aver imparato come facevano la birra due secoli fa, arriviamo in cima e oltre ad una buonissima pinta, rimaniamo a bocca aperta osservando tutta la città dall'alto.
    Dublino è unica, con la sua antica università, i suoi suonatori in ogni angolo che ci fanno godere della sublime musica dell'arpa e della cornamusa, con Oscar Wilde che incontri quando meno te l'aspetti, con Temple Bar, il quartiere più vivace della città, con il suo fiume che l'attraversa, con il suo sapore d'Irlanda che ci dà il benvenuto per l'inizio di questo fantastico viaggio.

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    Prossima tappa: Castello di Kilkenny, e poi Cashel. Cashel è un paese minuscolo, che per me era essenziale visitare perchè era il luogo su cui ho fantasticato innumerevoli volte leggendo la serie di gialli medievali di Peter Tremayne, dove Fidelma, monaca-detective risolveva i casi più strani di omicidio.

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    L'unico resto medievale di Cashel è la rocca, che sorge imponente su una piccola collina, dalla cui cima godiamo di una vista da togliere il fiato. Siamo gli unici visitatori e siamo contenti, così visitiamo la cattedrale e il cimitero immersi un silenzio quasi irreale...e per un attimo mi sento come Fidelma, con il suo Eadulf, e torno indietro di quasi 14 secoli...

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    Ma presto mi risveglio e mi accorgo che oggi tocca a me guidare! Dopo qualche difficoltà iniziale faccio i miei 100 km e arriviamo a Cork, che come vitalità somiglia molto a Dublino, e per questo ci ambientiamo in fretta. Arrivati al B&B, veniamo accolti da una gentilissima signora, che ci offre il tè e si siede con noi mentre ci spiega le attrattive del posto. Visitiamo il castello di Blarney, la prigione, la cattedrale, e per rifocillarci ci fermiamo nel pub, così ci hanno detto, migliore della città, dove una signora un po' brilla ci spilla due pinte di Guinness...
    Pronti per l'ovest! Arriviamo a visitare la Ring of Kerry, e dormiamo in una piccola fattoria, dove, nuovamente, siamo gli unici ospiti, e quasi ci sembra di invadere la privacy di questa simpatica famiglia irlandese (dividono il loro salotto con gli ospiti), ma la padrona di casa toglie l'imbarazzo consigliandoci posti da visitare e fermandosi a chiacchierare con noi la mattina dopo, dopo averci preparato un'ottima colazione a base di uova e bacon.

     

    La Ring of Kerry ce la siamo goduti poco, a causa del cattivo tempo , ma riusciamo a farci un'idea della bellezza che regala questa natura...chilometri di coste dove il verde brillante spicca su ogni cosa, pecore ovunque che se ne stanno lì incuranti della pioggia e e mucche che quasi ci tagliano la strada...
    Tempo di ripartire e vedere uno dei più bei spettacoli che la natura ci abbia regalato: le Cliffs of Moher. Immense, imponenti, infinite, attorniate da quel verde talmente bello che sembra irreale, ci lasciano a bocca aperta...e penso che questo spettacolo è più unico che raro e che solo il Grand Canyon mi ha regalato una tale emozione.
    Arriviamo a Galway nel pomeriggio, ci sistemiamo e partiamo subito per un giretto in città, o meglio, in paese, vista la dimensione ridotta del posto, ma come sempre molto vivace. Un pub attaccato all'altro, e in uno di questi, la stessa sera ascoltiamo dell'ottima musica irlandese.
    La mattina dopo è prevista la gita alle isole Aran, prendiamo il traghetto e dopo 40 minuti di traversata, attracchiamo a Inishmor, affittiamo una bici e partiamo per l'esplorazione. Pedaliamo, pedaliamo per ore e attorno a noi tantissimi recinti per animali fatti di sole pietre una sopra l'altra, un verde unico, un mare, anzi un oceano, spettacolare che ci fanno fermare in continuazione per osservarli meglio... qui è tutto primordiale, le poche persone che ci vivono fanno i pastori, troviamo mucche che camminano per strada insieme alle persone, border collie ovunque che sorvegliano la propria casa e il proprio gregge, finchè arriviamo al forte, struttura di 2000 anni fa, che ci fa tornare indietro nel tempo...e da cui osserviamo l'infinità dell'oceano, dei prati e rimaniamo ancora una volta estasiati...

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    La nostra vacanza sta per finire, giusto il tempo di tornare a Dublino, salutarla e ripartire all'alba con l'aereo...
    E' dura tornare a casa, ma questa vacanza ci resterà nel cuore...ricorderemo le emozioni provate davanti alla straordinarietà della natura, degli arcobaleni, del verde irreale delle immense distese...

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    Ricorderemo la vivacità della gente, la gentilezza delle persone, i Bed & Breakfast comodi e accoglienti, le colazioni abbondanti, ottime e mai nauseanti (di cui sento la mancanza), la Guinness, con la sua morbida schiuma, l'atmosfera magica che si respira nei castelli e negli antichi centri religiosi, dove quasi mi aspettavo di vedere spuntare fate e folletti...
    L'Irlanda è un sogno, con la sua musica e le sue leggende...e, di sicuro, Fidelma sarebbe d'accordo con me...

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