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    Weekend a Valencia, la città dai mille volti

    2021-03-24 11:00

    Sara

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    Weekend a Valencia, la città dai mille volti

    Ho sempre amato la Spagna, l’atmosfera allegra che la caratterizza, la musica, la lingua.

     

    VALENCIA 

     

     

     

    Ho sempre amato la Spagna, l’atmosfera allegra che la caratterizza, la musica, la lingua.

    Per questo quando i nostri amici, una spensierata domenica invernale durante un pranzo in compagnia, propongono un weekend a Valencia, non esitiamo un istante. La nostra era un’amicizia nata da poco e confesso che la cosa mi intimoriva un po’... penso che i viaggi siano “pericolosi” per gli amici, perché possono portare a due conclusioni: un’amicizia rovinata o  un’amicizia per la vita. Il viaggio è molto personale e se non si trovano punti in comune potrebbe diventare catastrofico! Nel nostro caso quel weekend ha consacrato il nostro gruppo ed è stato solo il primo di tanti altri viaggi insieme!

    La nostra comitiva è abbastanza numerosa: 3 famiglie per un totale di 6 adulti e 5 bambini, per cui a volte risulta già complicato trovare la stessa tariffa aerea per tutti, ma con molta pazienza riusciamo sempre a incastrare tutto ottenendo spesso i prezzi migliori.

    Siamo decollati una tarda mattinata di metà giugno con un volo Ryanair: a bordo l’eccitazione dei bambini era alle stelle e quella degli adulti non era da meno. C’era chi aveva timore di volare, chi invece era più che abituato, ma tutti non vedevamo l’ora di atterrare e cominciare l’avventura.

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    Siamo partiti informatissimi su come muoverci, i mezzi, le fermate, per cui dopo aver preso la metropolitana e dopo aver percorso circa 1 km e mezzo a piedi, arriviamo all’alloggio: gli appartamenti UP TOWN , che si trovano nella zona di Ciutat Vella  vicinissimo al centro, comodi, molto carini e spaziosi.

    Scarichiamo i bagagli e siamo subito pronti!

    Dedichiamo il resto della giornata alla scoperta del centro storico: ecco Plaça de l’Almoina, la piazza dove si trova la bellissima Cattedrale. Costruita nel XIII secolo, ma sorta su un luogo sacro dove preesistevano un tempio romano prima e una moschea poi, vi si può accedere da tre portali: uno gotico, uno romanico e uno barocco, sintesi delle fasi storiche di questo edificio. L’interno è magnifico e contiene niente di meno che il Sacro Graal, o almeno cosi si dice...lo osserviamo chiedendoci se sia quello vero...non lo sapremo mai ma poco importa perché l’atmosfera che si respira sa di sacro e di misterioso e ne usciamo affascinati.

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    Decidiamo di salire sulla sua torre del Miguelete, i bambini sono euforici (amano le torri!) e arrivati in cima ammiriamo il panorama di gran parte della città. Un vento fresco e gradevole ci accompagna. Momento chiacchiere e relax prima di scendere e ricominciare l’esplorazione.

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    Prossima tappa: la Lonja de la seda, ovvero il mercato della seta. Emblema della fioritura culturale della città, la Lonja è stata centro delle attività commerciali nel XVI secolo e dichiarata Patrimonio UNESCO dal 1996. E’ una costruzione che lascia stupefatti, apoteosi dell’architettura tardo gotica europea, elegante e maestosa e con un tocco vagamente moresco che non può lasciare indifferenti.

    Passeggiamo nelle sue enormi sale, ma anche nei giardini così belli e armoniosi che ce ne innamoriamo all’istante.

    Continuiamo a passeggiare nelle vie del centro storico, passando davanti al Museo della Ceramica, che si trova all’interno del Palazzo del Marqués de Dos Aguas, che presenta una facciata considerata tra i migliori esempi di barocco spagnolo. Magnifica.

    Si sta facendo tardi ed è quasi ora di cena. Così arriviamo al Ristorante El Rall, in pieno centro, un posticino tipico davvero grazioso che ci serve un’ottima paella dal gusto spettacolare e una deliziosa sangria, che adoro. Usciamo più che soddisfatti e tornando verso l’appartamento ci fermiamo in uno dei localini del Barrio del Carmen, per un cocktail.

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    Il secondo giorno lo dedichiamo interamente alla Città delle Arti e della Scienza, complesso architettonico ideato dall’architetto Calatrava, che sorprende per la sua modernità, magnificenza e per la sua capacità di stupire con i suoi 350.000 metri quadrati. E’ una città nella città, composta da varie aree: Il Palazzo delle Arti Regina Sofia, l’'Hemisfèric Cinema Imax e planetario, l'Umbracle, Giardino dove poter passeggiare, il Museo della Scienza Principe Felipe e l'Oceanogràfic.  Avevamo prenotato in anticipo il biglietto sul sito internet, comprensivo del Museo della Scienza, dell’ Oceanografic e l’ Hemisferic, dove abbiamo assistito alla visione di un documentario sui parchi americani ed è spettacolare: sembra davvero di trovarsi in quei luoghi!

    Dopo aver visitato l’interessante museo della Scienza, ci spostiamo verso l’ Oceanografic. Chiamarlo acquario sarebbe riduttivo, perché è un parco che tra spazi aperti e chiusi occupa un totale di 100.000 mq in un percorso realistico attraverso la natura del mondo. Tutti i mari e gli ambienti marini sono stati riprodotti, compreso un delfinario, per un totale di circa 500 specie e 45.000 esemplari. Ovviamente i più felici di questa giornata sono i bambini e nei loro occhi c’è la luce della gioia e della scoperta.

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    Ma la giornata non è finita perché riusciamo a stupire i bambini dedicando un paio d’ore al mare! Arriviamo in spiaggia in poco tempo e ci rilassiamo sdraiati al sole mentre i bambini sguazzano in acqua.

    Ora di cena: stasera tapas! Come sempre cibo ottimo e a volontà, un mix di assaggi di ogni tipo per assaporare la cucina valenciana e...amarla!

    Tornando in hotel scopriamo che abbiamo perso l’ultimo bus! Ci avviamo a piedi camminando un’ora circa, finché finalmente troviamo un autobus che ci accompagna vicinissimo agli appartamenti. Era tardi, eravamo cotti, ma ridevamo, perché in ogni viaggio i piccoli imprevisti sono quelli che lo rendono unico, nonostante il sonno, il tempo infinito per rientrare in camera e il peso delle due bambine più piccole che si erano addormentate addosso ai papà!

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    Per l’ultimo giorno, o megliol'ultima mezza giornata (avevamo il volo di rientro alle 14) visitiamo il Mercado Central, il famoso mercato coperto di Valencia allestito all’interno di un bell’edificio modernista con struttura in ferro. E’ un’esplosione di odori, colori e sapori! Acquistiamo il famoso Jamon spagnolo (prosciutto crudo) e ci fermiamo a fare colazione a base di churros e cioccolata, deliziosi!

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    Ci spostiamo poi nella parte più moderna della città, per l’ultima visita: la stazione centrale. Esempio di architettura modernista costruita nel 1917, la sua peculiarità sta nella sala dei mosaici, che si trova entrando sulla destra: è di una bellezza particolare e rappresenta vecchie scene agricole di Valencia, i suoi paesaggi e la sua cattedrale.

    Ci sarebbe ancora molto da vedere, come ad esempio il Bioparco, un parco zoologico considerato tra i migliori d’Europa, oppure i Giardini del Turia e tanto altro.

    Purtroppo il tempo non basta, ma ci promettiamo di tornarci e completare quello che a malincuore abbiamo dovuto per il momento tralasciare.

    Un panino con il jamon al volo e si va in aeroporto.

     

    48 ore a Valencia, come riassumerle? Io associo due parole a questo weekend: divertimento puro. Perchè per una come me che è da sempre abituata a viaggiare solo con la propria famiglia, è stata una scoperta: la scoperta della condivisione con gli amici di momenti di gioia, di risate e di divertimento, senza pensieri e con una passione che ci accomuna: l’amore per i viaggi!

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