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    Il Museo Archeologico di Milano

    2021-06-04 12:00

    Sara

    Italia, Musei, Mostre, Visite Culturali, milano, museo archeologico,

    Il Museo Archeologico di Milano

    Scopriamo ancora insieme qualcosa di Milano? Questa volta, dopo avervi parlato della Vigna di Leonardo, vi porto al Museo Civico Archeologico.

     

     

     

     

     

    Un museo, una scoperta

     

     

    Scopriamo ancora insieme qualcosa di Milano?

    Questa volta, dopo avervi parlato della Vigna di Leonardo, che mi ha letteralmente incantata, vorrei raccontarvi di un museo che a Milano forse non ci si aspetterebbe di trovare. O almeno, io non mi aspettavo di trovare, non mi aspettavo che fosse così completo, interessante e ricco di reperti.

    Sto parlando del Museo Civico Archeologico.

    Magari avete già visto le attrazioni più conosciute di Milano e pensate di aver visitato tutto… invece la cosa che mi piace di più di questa città è proprio il suo nascondere luoghi, cortili, musei poco conosciuti o spesso poco considerati, ma che si rivelano autentiche sorprese.

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    COME ARRIVARE

    Il Museo Archeologico di Milano è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, sia che si arrivi in treno, sia in metropolitana, dalla stazione di Milano Cadorna. Pochi minuti a piedi e si giunge a destinazione.

     

    BIGLIETTI

    E’ possibile entrare anche senza prenotazione, il costo del biglietto è di 5 euro, gratuito sotto i 18 anni.

     

    IL PERCORSO DI VISITA

    La prima cosa che mi ha colpito di questo museo è la sua grandezza: ben 6 sezioni! In questo periodo c’è anche una mostra sulla spiritualità nell’antico Egitto (“Sotto il cielo di Nut”), dove sono presenti disegni, oggetti, sarcofagi e mummie (anche di animali) appartenenti al Museo Egizio di Milano.

    La mostra è molto interessante ma devo confessare che la mia parte preferita è stata la sezione dedicata all’antica ROMA. La prima sala espone oggetti di uso quotidiano e artistico ritrovati a Milano durante il periodo dell’antica Roma: statue, mosaici, rilievi, ecc. Trovo questi ritrovamenti molto interessanti (ho una vera e propria predilezione per l’archeologia!) e rimango a fissarli cercando di immaginarli nel loro habitat originario.

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    Poi si esce in quello che è stato il chiostro di un vecchio monastero seicentesco e dove oggi possiamo osservare alcuni resti architettonici del periodo romano, tra cui anche parte di una casa, e la torre poligonale, utilizzata nel periodo monastico come campanile e ricca di affreschi cristiani. Nel periodo imperiale questa era una delle torri che delimitava le mura, di cui una parte è visibile proprio qui, nel cortile del museo.

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    L’avreste mai detto che a Milano sopravvivono così tante testimonianze della Roma antica? E non finisce qui, perché c’è anche una sala dove sono conservati reperti di case dell’antica Mediolanum, come il grande mosaico pavimentale e alcune statuette votive o ritratti scultorei.

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    Ma anche il resto è molto interessante!

    Da qui si passa alla sezione di Arte del Gandhara (antico nome che intendeva indicare la zona del Pakistan e dell’Afghanistan). E’ una sezione molto più piccola e comprende statue raffiguranti il Buddha e varie rappresentazioni artistiche sempre con soggetto Buddhista.

     

    Oltrepassate le mura romane, si passa all’edificio che comprende 3 piani di collezioni.

    Il piano terra espone un nucleo di reperti provenienti dalla zona del teatro romano di Cesarea Marittima (Israele), emersi durante gli scavi dei primi anni Sessanta del Novecento.

    Il primo piano comprende la collezione Alto Medievale proveniente dalla Lombardia, durante il periodo di transizione tra tarda romanità e primo alto medioevo, a partire dai Goti ed Alamanni, ma soprattutto i Longobardi. Ha sempre esercitato un grande fascino per me questo periodo storico e rimango stupita dalla collezione e dalla completezza delle informazioni. C’è anche una sezione dedicata alle malattie più diffuse dell’epoca, nota anche per le condizioni igieniche pessime, con spiegazioni chiare e e ricostruzioni di parti del corpo malate confrontate con quelle sane.

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    C’è poi una zona dedicata alla presentazione di tre personaggi tipici dell’epoca: la donna e il suo ruolo molto marginale nella società, il mercante e il guerriero. Tutto molto interessante. Alla fine del percorso di accede al primo piano della torre poligonale, passando così da una testimonianza all’altra, da un periodo storico all’altro.

     

    Il piano superiore ospita la sezione Etrusca, che conosco meno, ma che trovo comunque interessante, con reperti divisi per argomenti: commerci, vita quotidiana, mondo femminile, religiosità.

    Da qui si accede ad una piccola terrazzina da cui si gode la vista delle mura romane dall’alto.

    L’ultimo piano è dedicato alla civiltà Greca, altro popolo per cui ho un debole e che non mi stanco mai di conoscere, di trovare nei vari musei, di osservare tramite i resti archeologici. Qui c’è soprattutto una ricca collezione di vasi e anfore, sia a figura nera su sfondo rosso, sia a figura rossa su sfondo nero. Io li trovo eccezionali e mi perdo ad ammirarne i dettagli, le immagini, le scene di vita quotidiana rappresentate. Mi sembra quasi di vederli muoversi questi uomini e queste donne, impegnati nelle loro attività, nelle loro case, nelle battaglie.

    Lo stesso vale per gli oggetti di uso quotidiano esposti che raccontano, insieme ai vasi, l’educazione, l’atletismo, il banchetto, il cibo, la guerra, il mito, il teatro, i culti e i riti per i defunti. 

     

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    Il nostro giro è finito, ci vorrebbero ore per poterlo scoprire tutto in maniera completa. Il percorso è organizzato in modo chiaro e lineare, anche per chi è meno esperto in questa materia.

     

    Un bellissimo museo che non ti aspetti di trovare in una città moderna come Milano, ma che nasconde dei tesori archeologici che sicuramente meritano una visita.

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