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    Indonesia: 3 isole per 3 avventure

    2021-08-20 18:00

    Barbara

    Asia, bali, java, komodo, indonesia, diving,

    Indonesia: 3 isole per 3 avventure

    Il viaggio in Indonesia era il mio sogno da tanto tempo, un perfetto connubio tra templi, natura e mare.

     

     

     

    Indonesia

     

     

    Il viaggio in Indonesia era il mio sogno da tanto tempo, un perfetto connubio tra templi, natura e mare. Il viaggio è stato deciso da me e prenotato dal mio ragazzo (oggi marito) in un’agenzia francese, Comptoir des voyages, con voli da Milano. Il tour prevedeva circa una settimana nell’isola di Java, una settimana a Bali e gli ultimi giorni a Komodo, unica parte del viaggio che abbiamo organizzato da soli.

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    JAVA- partenza da Milano con volo Qatar, abbiamo due scali: Doha (dove accumuliamo ritardo) e Jakarta (dove riusciamo a depositare i bagagli 30 minuti prima del volo, con grandissima calma del personale locale!). Il terzo aereo ci porta a Yogyakarta, prima tappa del nostro viaggio.

    Appena arrivati la nostra guida (in inglese) ci porta subito al tempio di Prambanan,bellissimo e famosissimo tempio induista del 9° secolo di cui la nostra guida conosce ogni singola storia e leggenda. Siamo contentissimi di avere una guida così preparata, ci delizia spiegandoci ogni scultura, conosce gli angoli per le foto più belle e ci fa un vero servizio fotografico da viaggio di nozze! Per questi primi giorni alloggiamo al Prawirotaman, hotel tranquillo e pulito di Yogyakarta, con piscina, ristorante, bar, palestra e galleria d’arte.

    Il secondo giorno abbiamo un programma fittissimo: cominciamo con la visita al Palazzo del Sultano, il Kraton, per continuare al Taman Sari, o Castello sull’Acqua, dove il Sultano si poteva divertire con le concubine. Riusciamo anche a visitare una fabbrica di batik, dove le guide locali ci mostrano con accuratezza ogni passaggio della fabbricazione.

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    Il pomeriggio ci rechiamo al tempio di Borobudur, il più grande monumento buddista al mondo. Si estende su una superficie di 2500 m2 , le sue pareti sono ricoperte da 2.672 bassorilievi e contiene 504 statue di Buddha. È assolutamente magnifico, una tappa imperdibile! Piccolo particolare: ad Alex, il mio ragazzo, avevano dato un pareo per coprire le gambe, quindi prevedere abbigliamento consono.

    Aneddoto: durante il viaggio di ritorno in hotel (Borobudur è a circa 40km dalla città), ci fermiamo ad un passaggio a livello. La nostra guida ci guarda tutta contenta e dice :”Domani anche voi prendete il treno! State tranquilli, il vostro è di lusso, c’è anche l’aria condizionata!”. Ovviamente tremiamo ... E abbiamo ben ragione: l’aria condizionata funzionerà solo 1 ora sulle 4 di viaggio, raggiungeremo allegramente i 36°… e non parliamo dello stato della toilette dove mi sono rifiutata di andare...

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    Il terzo giorno ci trasferiamo a Malang (una notte), dove cambiamo guida. La nuova guida è una signora di mezza età, che parla malissimo inglese e che, con la scusa di andare in bagno, ci abbandonerà durante tutte le ascensioni ai vulcani! In compenso ci farà assaggiare ogni singola specialità locale (compresi dolci di dubbia provenienza). Ovviamente ci affezioniamo a lei! A Malang visitiamo il tempio cinese e il mercato degli uccelli, e poi via in viaggio verso il famoso vulcano Bromo! Alloggiamo al Bromo Cottages, sul quale vorrei spendere due parole: se non sbaglio è uno dei migliori (o migliore) hotel della zona, c’è una funicolare che permette di raggiungere le stanze… stanze un po’ vecchiotte, ma noi ci adattiamo senza problemi. Il solo intoppo sono alcune aperture verso l’esterno chiuse da zanzariere: praticamente in camera entra freddo e umido ed è molto difficile dormire! Poco male, la sveglia è alle 3 del mattino…

    Dopo aver dormito un paio d’ore si e no una jeep ci porta a vedere l’alba sul vulcano: appena arrivati c’è una specie di bar dove prendere qualcosa di caldo prima di andare verso il Vista Point. Lo spettacolo è garantito, piano piano tutto prende forma e colore… quando il sole è alto ci spostiamo con la nostra Jeep verso la bocca del Bromo: il vulcano è in attività, dalla cima si vede la cenere in movimento e lo si sente borbottare!

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    Nel pomeriggio ci trasferiamo con la nostra auto privata a Banyuwangi. Piccola nota: anche i trasferimenti in macchina sono spaventosi! Guidano in maniera molto sportiva, spesso ci siamo chiesti come i motorini arrivassero a casa interi! Ogni tanto abbiamo preferito non guardare fuori dal finestrino per evitare il panico…

    Il nostro hotel, il Ketapang Indah, è molto bello e il ristorante buono. La guida ci chiede se preferiamo andare al cratere del Kawah Ijen per l’alba o in mattinata. Scegliamo la seconda opzione, siamo ancora particolarmente stanchi per la nottata precedente e non abbiamo garanzie di vedere la famosa “lava blu” del vulcano (causata dal gas solforico). Sveglia alle 5, direzione Kawah Ijen: per salire al lago craterico ci vogliono 2 ore di “passeggiata” in salita. La nostra guida ci abbandona, come al solito, con la scusa del “devo andare in bagno”, e capisco perché: la salita è impegnativa, ci impieghiamo un po’ e affittiamo anche una delle loro mascherine per evitare di respirare troppo zolfo (essendo asmatica pensavamo fosse utile, in realtà credo che non funzionino per niente …). Lo spettacolo del lago è magnifico: acqua turchese contornata dai fumi dello zolfo, un paesaggio magnifico! Il percorso è pieno di locali che lavorano all’estrazione, hanno grosse ceste sulla schiena e vanno avanti e indietro tutto il giorno.

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    BALI- Il pomeriggio ci trasferiamo in traghetto a Bali! Alloggiamo a Pemuteran, nel nord dell’isola, per fare delle immersioni nella riserva dell’isola di Menjangan. Passiamo 3 notti al Adi Assri Cottage, posto che apprezziamo. Il bagno della camera è all’esterno, come spesso succede in Indonesia, quindi purtroppo c’è un piccolo problema di zanzare! Pemuteran è piccola e tranquilla, i ristoranti che abbiamo testato sono buoni. Per le immersioni ci affidiamo al Reef Seen Diver’s Resort, dove c’è anche un centro per il recupero delle tartarughe marine. I tre giorni sott’acqua si rivelano una meraviglia per gli occhi e per il cuore, l’Indonesia è il paese con la maggior biodiversità marina al mondo e noi ne rimaniamo affascinati. All’epoca eravamo ancora sub alle prime armi, ma il mondo sottomarino ci ha offerto uno spettacolo incredibile, anche con limite a 18 metri! Purtroppo non avevamo ancora tutto il materiale necessario per il reportage fotografico, ma sicuramente rimedieremo in futuro.

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    Il tour di Bali continua: nel trasferimento a Munduk ci fermiamo a visitare il tempio Ulu Danu sulle rive del lago Batran, dedicato alla dea delle acque e del riso (spettacolare), il tempio della famiglia reale Mengwi, il Taman Ayun, e una piantagione, dove preparano il famoso kopi luwak, caffè derivato dagli escrementi di una scimmietta indonesiana.

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    A Munduk alloggiamo all’hotel Puri Lumbung,un gioiellino: il nostro balcone ci permette di godere un magnifico tramonto sulle montagne balinesi, vicino al bar centrale c’è anche una piccola risaie a terrazza. Piccola nota: la notte è popolata da tantissimi animali, si sentono i rumori più oscuri e sconosciuti! In tanti anni non avevo mai sentito il verso del geko, e averlo in camera è stato ... Inquietante!

    Il giorno dopo abbiamo una guida per un trekking bellissimo sulle risaie a terrazza e i paesaggi naturali nascosti di Munduk: stancante, ma una delle cose più belle fatte a Bali. Le cascate, le risaie, le coltivazioni di vario tipo regalano ricordi indelebili.

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    Trasferimento a Ubud: il posto che meno mi è piaciuto di Bali: estremamente turistico, tanto traffico, troppa gente, attività costruite ad hoc per i turisti. Alloggiamo al Green Field Bungalow, carino, centrale. Siamo stati alla Ubud Monkey Forest, molto bella … se non si ha paura delle scimmie. Io sono terrorizzata, bisogna fare attenzione perché rubano tutto (occhiali, borse, telefoni) e, in alcuni casi, possono essere aggressive (abbiamo anche assistito ad un morso: il signore le stuzzicava, quindi un po’ se l’è cercata). Altra cosa da vedere il Puri Saren Agung (UBUD PALACE), in pieno centro città e il mercato. La sera abbiamo assistito allo spettacolo delle danze balinesi, sempre a Ubud Palace.

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    Ultimo spostamento a Bali, andiamo verso Jimbaran fermandoci al famoso Tanah Lot Temple: il tempio è sul mare, accessibile solo con la bassa marea.. cosa che per fortuna abbiamo avuto! È uno dei tempi più conosciuti e turistici insieme al Ulu Danu. A Jimbaran passiamo solo una sera, cena in riva al mare e tramonto sull’acqua. Basta contrattare un pochino con i vari ristoranti per avere un buon tavolo e una buona offerta per una cena a base di pesce.

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    KOMODO- Finalmente è arrivato il giorno tanto atteso: ci trasferiamo nell’arcipelago di Komodo, per qualche giorno di relax e immersioni. Alloggiamo a Angel Island, un piccolo paradiso nell’arcipelago; ci sono solo 10 bungalow in totale, spiaggia privata con coralli e fauna marina di ogni genere, avevamo anche due cuccioli di squalo pinna nera che giravano tutto il giorno. Ristorante a la carte compreso nel prezzo, siamo stati coccolati da tutto il personale. La mattina uscivamo a fare immersioni, il livello raccomandato è Padi Open Water Advanced (oppure N2 della FFESSM) perché ci possono essere forti correnti.

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    La fauna marina è sempre incredibile in Indonesia, immergersi con le mante, murene enormi, pesciolini tropicali di ogni genere e tipo, nudibranchi (i miei preferiti, piccoli e coloratissimi) e tartarughe marine non ha prezzo. Il pranzo lo facevamo in barca, e il pomeriggio lo passavamo a fare snorkeling in spiaggia o kayak. I poche parole eravamo sempre in acqua, il personale dell’hotel ci lasciava sempre la merenda sotto l’ombrellone (succo fresco di mango e torta fatta in casa). La sera cene divine al ristorante dell’hotel, e passeggiata in riva al mare con tanto di spettacolo: la riva di notte si illumina grazie al plancton bioluminescente.

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    L’ultimo giorno prima di prendere l’aereo non possiamo immergerci, quindi ne approfittiamo per andare sull’isola di Rinca a vedere i famosi draghi di Komodo! Questi lucertoloni sembrano calmi e tranquilli, ma non bisogna dimenticare che son molto pericolosi: possono correre veloci e con il loro morso trasmettono un cocktail micidiale di batteri.

    Purtroppo la vacanza giunge al termine, ultima notte a Bali prima di prendere l’aereo e tornare a casa… sicuramente l’Indonesia è una metà spettacolare, che rifaremo, soprattutto adesso da sub più esperti!

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