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    San Pietroburgo: tra fasto e magia

    2021-10-08 13:24

    Sara

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    San Pietroburgo: tra fasto e magia

    San PietroburgoTra fasto e magia   San Pietroburgo è diversa da qualsiasi altra città che ho visitato finora. Diversa da quello che cerco solitamente

     

     

     

    San Pietroburgo

    Tra fasto e magia

     

     

    San Pietroburgo è diversa da qualsiasi altra città che ho visitato finora. Diversa da quello che cerco solitamente in un viaggio, da quello che mi piace. Di solito amo città piccole, a misura d’uomo, antiche, medievali, con tanta natura che le circonda. Quando invece sono arrivata a San Pietroburgo, mi sono resa conto che questa città era tutto l’opposto di quello che mi piace: immensa, regale, abitata da milioni di persone e con strade enormi. Ma fin da subito me ne sono profondamente innamorata. E’ grande,  maestosa, storica ma non antichissima, elegante, pulita, bella, tremendamente bella. Perché mi è piaciuta tanto? Perché a San Pietroburgo ti senti protagonista di una fiaba, la classica fiaba dove ci sono re e regine, principi e principesse e ovunque ti giri trovi splendore e magnificenza.

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    Seconda città della Russia per dimensioni e abitanti (circa 5 milioni), fu fondata da Pietro il Grande nel  1703 e fu capitale dell’Impero fino al 1918. Nel 1914 fu rinominata Pietrogrado e poi Leningrado, per tornare alla sua denominazione originale nel  1991.

    E’ raggiungibile con circa 3 ore di volo da Milano (ci sono voli diretti) ed è la più europea delle città russe, per la sua vicinanza al confine finlandese. Nonostante questo, è diversa da tutte le città europee, è un mix tra Nord Europa e Russia e ve la farò esplorare in tre giorni, con le sue bellezze, i suoi musei principali e il suo spirito elegante e principesco.

    Arrivo nel tardo pomeriggio con un volo Aeroflot diretto, giusto il tempo di raggiungere il nostro hotel, l’Original Sokos Hotel Olympia Garden, molto bello e vicino al centro. Il centro della città è molto esteso, quindi “vicino” significa dover fare qualche fermata di metropolitana, sempre comoda e molto efficiente, oltre che economica se consideriamo i prezzi italiani.

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    Cena in hotel, a buffet e molto buono, e dopo una passeggiata per cominciare ad assaporare la vita in città, si va a letto, pronti per una prima giornata ricca di cose da vedere!

    Sveglia presto, ottima colazione a base di salmone davvero squisito (si, all’estero spesso faccio colazioni salate… qui il salmone è qualcosa di eccezionale!) e pronti per l’esplorazione. La città è ricca di chiese ortodosse, una più bella dell’altra e, muovendoci  un po’ con i mezzi, un po’ a piedi, arriviamo alla prima tappa: la Chiesa di Smolny, circondata dal suo monastero. L’edificio è famoso soprattutto per il suo aspetto esterno, dai colori candidi bianco e azzurro, bellissimo! Ogni facciata potrebbe essere la principale perché tutte ugualmente decorate e colorate.  E’ stata progettata dall’architetto italiano Bartolomeo Rastelli, con un mix tra stile barocco ed elementi classici russi, come le famose cupole ortodosse. La chiesa spicca con il suo colore pastello, più bella fuori che dentro e sicuramente non deluderà!

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    La seconda chiesa che visitiamo è la Cattedrale di Sant’Isacco, uno dei simboli di San Pietroburgo, completamente diversa, ma ancora più imponente, con la sua cupola dorata che sovrasta la città ed è visibile per chilometri. All’epoca della costruzione, tra il 1819 e il 1858, gli abitanti si lamentavano delle sue dimensioni pesanti e sproporzionate e del suo essere non in armonia con l’architettura circostante. Ma rimane comunque una tappa obbligata per ogni turista che viene in questa città! Se avete voglia potete salire gli oltre 500 gradini della cupola e da lassù vedrete un panorama mozzafiato sulla città, comprese le decine di isole che la compongono.

    Dedichiamo il pomeriggio a uno dei musei più belli al mondo, situato all’interno di un ex palazzo imperiale, che si affaccia sul fiume Neva, il fiume che attraversa la città. L’Hermitage  è un museo enorme, tanto che per percorrerlo tutto dovremmo camminare 24 chilometri!

     E’ l’ex residenza invernale di Caterina la Grande, uno dei personaggi storici che su di me esercita maggior fascino. Caterina, che veniva da una città dell’attuale Polonia, fu  mandata in Russia giovanissima per sposare Pietro III, zar di Russia, nel 1745. In poco tempo si rese conto che suo marito non era adatto a regnare: in pochi mesi lo spodestò e divenne imperatrice di Russia fino alla propria morte. Durante il suo regno, il Paese conobbe uno dei periodi migliori e più ricchi della sua storia e stimolò inoltre le arti, collezionando numerosi dipinti e altre opere, che amava. Il palazzo che ospita l’Hermitage è il Palazzo d’inverno imperiale, fatto costruire dalla zarina Elisabetta, ma completato dopo la sua morte.

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    Ma è con Caterina che il museo prende vita: il primo nucleo infatti era un’ala del palazzo dove le piaceva appartarsi e cercare pace, circondata dalle sue opere d’arte. Oggi l’Hermitage è composto da 5 edifici, oltre 2 milioni di opere e tanto tanto splendore. Già l’esterno, che si affaccia sul fiume Neva, con il suo colore azzurro acqua, è strepitoso: ma è entrando che scoprirete la vera meraviglia. Per vederlo tutto non basterebbe una settimana, ma se avete poche ore saranno sufficienti per innamorarvene: le sale si susseguono tra decorazioni splendide in parquet, una scalinata da togliere il fiato, la sala del trono, tanta ricchezza e tanta bellezza.

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    Le opere presenti sono tra le più note della storia dell’arte: Michelangelo, Canaletto, Caravaggio e Antonio Canova con “Amore e Psiche” sono solo alcuni nomi, alcune bellezze che lasciano a bocca aperta, l’apoteosi del bello, dello splendore. Io rimango senza parole, vedendo una dietro l’altra questi pezzi di storia, tanto studiati e tanto amati.

    Consiglio una visita guidata, qui è d’obbligo per apprezzare pienamente questo museo che per me è stato in assoluto il migliore visto finora.

    Dopo tanta bellezza (e 4 ore di visita) fuori è buio, c’è giusto il tempo per fare una passeggiata lungo la via dello shopping e tornare in hotel per un’altra ottima cena.

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    Il secondo giorno è dedicato alla visita di un altro palazzo da record: la residenza estiva degli zar, il Palazzo di Caterina, poco fuori San Pietroburgo. Altro edificio azzurro, come a voler contrastare il cielo quasi sempre grigio, con colori sgargianti, è uno spettacolo per gli occhi. Io me ne sono totalmente innamorata. Credo di non aver mai visto nulla di più bello. Già l’ingresso, con quella facciata colorata fronteggiata da giardini geometrici e perfetti, è preludio alle meraviglie che troverò all’interno. Il palazzo fu costruito dalla zarina Elisabetta I, ma anche in questo caso quando arrivò Caterina fece costruire la sua ala, che risulta curiosamente la più sobria di tutto il palazzo!

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    Nonostante questo, ogni sala, ogni parte è semplicemente meravigliosa! Il culmine viene raggiunto con due sale: la sala da ballo, enorme salone rettangolare tutto dorato con enormi spazi per ballare. Chiudo gli occhi e immagino una grande festa, con abiti d’epoca, larghi e ricchi di pizzo, acconciature da dama, trucco e musica. Tutto sembra così bello da sembrare una fiaba e immagino di poter dare un ballo in maschera tra queste mura, un sogno! Chissà Caterina come si vestiva quando dava feste qui dentro, me la immagino posata, bella, fiera con il suo accompagnatore, che osserva i partecipanti e tra un ballo e l’altro, si concede una passeggiata all’aperto, osservando i fuochi d’artificio in suo onore.

    Non è finita qui, l’altra sala, molto più piccola, che desta meraviglia è la Chamber Room, la Sala D’Ambra: originariamente uno studio, le cui pareti sono tutte ricoperte di questa pietra preziosa (in Russia ne trovi tantissima anche nei negozi, incastonata in bracciali, orecchini, gioielli). Tutto è arancione, in un’atmosfera calda e preziosa, dove tutto brilla e sei circondato da bellezza. Stupenda.

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    Le stanze si susseguono, tra sale da pranzo, sale di rappresentanza, fino ad arrivare ai giardini: immensi, curatissimi, ricchi di alberi, ponticelli, laghetti grandi e piccoli  e scoiattoli enormi! Dopo il museo più bello, anche in questo caso posso dire di aver visto il palazzo più bello al mondo!

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    Le emozioni sono tante e non vorrei più andare via, ma dopo aver comprato l’ennesimo souvenir, è ora di rientrare. Ci fermiamo a pranzo in un ristorante tipico appena fuori dal centro, il Podvor’e, all’interno di una struttura che sembra quasi una baita di montagna, che ci avvolge con un calore che non mi aspetto: tutto è in legno e l’atmosfera è calda e accogliente. Il cibo è il più buono che ho mangiato in questi giorni: zuppe di vari tipi, tra cui quella di barbabietola (ottima) , involtini di carne e dolce composto da rotolino ripieno di ribes e gelato. Il tutto accompagnato da un gruppo che balla e suona musica tradizionale. Ecco, proprio qui mi sono definitivamente innamorata di questo Paese.

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    Torniamo in centro città per fare ancora alcune tappe.

    La prima è la Chiesa di Kazan, in pieno centro, inaugurata nel 1811. E’ stupefacente come una cattedrale ortodossa possa richiamare in tutto e per tutto la nostra Basilica di San Pietro. LE sue colonnate infatti sono un chiarissimo riferimento alla Chiesa centro della cristianità, ma, devo ammettere, nemmeno lontanamente bella come San Pietro. Apprezzabile come tentativo, rimane comunque una delle chiese da vedere, per la sua maestosità e la sua grandiosità. La migliore vista sulla Cattedrale si ha sul lato opposto del Nevskij Prospekt (la via centrale di San Pietroburgo, su cui si affaccia), dalle finestre del caffè “Singer”.

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    Andiamo poi a vedere la Fortezza di Pietro e Paolo, costruita su quella più piccola delle isole che compongono la città, la cosiddetta isola delle Lepri. La fondazione di San Pietroburgo in effetti coincide con la costruzione di questa fortezza da parte di Pietro il Grande. E’ una vera e propria cittadella, circondata da mura e la sua visita può durare ore e ore, si può scegliere quale parte approfondire e quale per questioni di tempo, saltare. Il fulcro è la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, la più antica nonché la più alta della città, che custodisce i resti della dinastia dei Romanov, la cui storica tragica e al contempo affascinante vi conquisterà.

    Le altre sezioni sono: Bastione Prigione di Trubetskoy, il Museo dell’Esplorazione Spaziale e Tecnologia Missilistica, Mostra  sulla Storia di Pietroburgo, Mostra “Storia della Fortezza di Pietro e Paolo”, Museo della Scienza e della Tecnologia, Museo della Ceramica Architettonica.  Passeggiando per i cortili vi imbatterete nel monumento dedicato a Pietro il grande, eretto negli anni ’90 e tanto contestato per le sue forme sproporzionate. Io lo trovo simpatico!

    Si arriva poi in fondo, nella parte che si affaccia sul fiume: da qui si gode una vista spettacolare sul Neva e con il sole che sta calando tutto è ancora più romantico, nonostante il freddo si faccia sentire!

    Ultima sera: passeggiata serale lungo il fiume, sempre molto suggestivo. Anche di sera, San Pietroburgo è una città viva e sicura, la metropolitana è frequentata e l’atmosfera è quella tipica di una città moderna dove la movida non manca!

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    Terzo giorno: nel pomeriggio abbiamo il volo di ritorno ma abbiamo ancora tempo per esplorare una parte della città dove non siamo ancora stati e che ospita a mio parere una delle Chiese più belle al mondo. Si tratta della Chiesa della Resurrezione di Cristo, meglio nota come Chiesa del Salvatore sul sangue versato. Già la sua origine sa di storia, la tragica storia dello zar Alessandro II che nel 1881, proprio in questo luogo, venne assassinato. In suo onore venne edificata questa Chiesa, che può contenere fino a 1600 persone. Iniziata nel 1883 per volere di Alessandro III in memoria di suo padre, la bellezza di questo luogo di culto è innegabile, con le sue cinque cupole che ricordano molto la cattedrale di San Basilio a Mosca. Si rifà all’architettura medievale russa e, se l’esterno lascia letteralmente senza parole per il suo colore acceso, l’interno è ancora più bello: le pareti sono completamente ricoperte di mosaici dai mille colori sgrargianti. Sette chilometri quadrati rivestono interamente gli interni, con Cristo al centro della cupola. Non si può spiegare la meraviglia e lo stupore di cui si riempiono i miei occhi.

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    Questa città mi sta regalando tanta concentrazione di bellezza e arte, che nemmeno credevo potessero esistere in poco spazio.

    Esiste ancora una parte di selciato dove cadde lo zar dopo l’esplosione della bomba durante l’attentato. Una visita intensa e assolutamente meravigliosa.

    Tempo di tornare, con la consapevolezza di avere ancora tanto da vedere, ma di avere aggiunto una città unica e stupenda alla mia lista. Città che vorrò sicuramente rivedere ancora…e ancora e ancora.

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